10, 100, 1000 Mentana

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Per quei 2 o 3 lettori che non avessero ancora letto niente a riguardo, sintetizzerò brevemente quanto di eroico sia stato di recente compiuto dal celebre giornalista di La7: nonostante sia una cosa che faccia da tempo, come dimostra la pagina Facebook a ciò dedicata dai “fan”, di recente, in particolar modo da quando ha iniziato a scrivere post di solidarietà per i terremotati del centro Italia, ricevendo di conseguenza commenti di risposta a questi, l’attività dell’Enrico nazionale di perculatore dei commenti ignoranti ha subito un’accelerazione. Il tutto proseguiva con regolare epicità finché, ad un tratto, il nostro eroe, in risposta ad un commento più stupido del solito, non ha coniato un termine destinato a segnare per sempre la lotta all’idiozia telematica. Indegno di riportare le parole del Maestro, vi mostro la “conversazione” originaria.

webete 1

Voci di corridoio dicono che il giovane Matteo, coniatore di petaloso, si sia rintanato in casa per la vergogna.

Chiunque di voi frequenti le pagine Facebook delle varie testate giornalistiche e abbia l’ardire di inoltrarsi negli oscuri e pieni di terrore (cit.) meandri dei commenti dei vari post di questi, avrà notato che esternazioni di individui cui si potrebbe tranquillamente applicare il neologismo mentaniano sono a dir poco maggioritarie. Per un’analisi più approfondita di questo genere di figure vi rimando agli articoli di Paolo e Giuseppe.

Adesso, in virtù della fede nell’umanità che ho coltivato per quasi 23 anni , mi piace pensare che si tratti in realtà di una minoranza degli italiani e che invece esista una maggioranza silenziosa di concittadini che riesca a discernere tra dichiarazioni populistico-qualunquiste ed altre dotate di un minimo di raziocinio (il che non vuol dire affermazioni con le quali io debba essere necessariamente d’accordo, ma che siano almeno supportate da un ragionamento fondato su delle basi logiche e dimostrabili. Per fare un esempio, in questi giorni ho letto diverse critiche, sebbene quelle webeti non manchino, al TTIP con le quali non sono assolutamente d’accordo, ma strutturate in un modo tale da poter perlomeno essere apprezzabili come “sforzo intellettuale” e suscettibili quindi di ulteriore riflessione). Il problema è che il quasi-monopolio dell’area commenti da parte di questa maggioranza “rumorosa” di analfabeti funzionali non fa altro che aumentare il loro convincimento di rappresentare la maggioranza  assoluta degli italiani, rinforzando le loro bislacche convinzioni e facendo, per di più, nuovi proseliti.

Onde evitare tale effetto domino e ricacciare nei loro tuguri fatti d’ignoranza tali abietti esseri, dai quali sono fuggiti solo grazie alla (eccessiva? Eco sarebbe stato d’accordo) democraticità della rete, è necessario che tutti coloro i quali siano oggetti a quel fenomeno identificabile come “incontro di neuroni ” si mobilitino per soffocare tali exploit di webetudine. Si dovrebbe quindi rispondere, in pieno stile Mentana , colpo su colpo ai vari sproloqui in cui ci si imbatte rivelandone le fallacie in modo incontrovertibile (spesso attività piuttosto semplice vista la pochezza del “pensiero” espresso). L’idea sarebbe che così facendo altri non-webeti, galvanizzati dalla scoperta di non essere soli, comincino a manifestare la loro presenza attraverso commenti intelligenti, mettendo in minoranza il commentatore delirante, debellando pian piano tale immonda piaga, isolandola all’intero di quelle vere e proprie riserve di webetudine costituite dalla pagina Facebook di Salvini, dai vari gruppi cripto-Fascisti (ma anche estremisti in senso lato) e da quelli più irriducibilmente complottisti. Una sorta di “esercito di Mentana” di Potteriana memoria.

Riusciremo mai a convincere il webete della scorrettezza del proprio pensiero? Certo che no, sarebbe come giocare a scacchi contro un piccione (“Puoi anche essere il campione del mondo di scacchi, ma se giochi con un piccione quello che otterrai sarà che butterà giù tutti i pezzi, cagherà sulla scacchiera e poi se ne andrà via tutto impettito come se avesse vinto.” Anonimo).  Ma in compenso, potremmo ridare dignità alla ormai sempre più bistrattata figura dell’internauta medio.

Andrea Puglisi

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