Able Archer 83: ovvero, quando il mondo rischiò di finire.

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Da sempre vi è almeno una guerra in corso sulla terra; costantemente qualsiasi stato corre il rischio, quale più e quale meno, di vedersi coinvolto in un conflitto le cui conseguenze saranno in ogni caso tragiche;  ma quante volte possiamo dire che l’intera umanità sia stata sull’orlo dell’estinzione a causa di un singolo evento bellico? Quella che sto per presentarvi è stata uno di quelle rare volte. Situazione in cui la rigidità delle ideologie e la chiusura entro i propri confini non solo fisici ma anche mentali e comunicativi hanno rischiato di porre fine alla vita sulla terra, se non proprio in termini assoluti, perlomeno per come la conosciamo.

In questo periodo dell’anno del 1983 (tra il 2 ed il 10 novembre circa) la NATO svolse un’ esercitazione militare su larghissima scala, chiamata Able Archer 83, che prevedeva in modo assolutamente realistico il collaudo di tutte le procedure da effettuarsi nel caso in cui l’URSS avesse attaccato, ricorso ad armi nucleari, ovviamente, compreso.
Per un realismo assoluto oltre che per l’illusione che i Sovietici non lo sarebbero mai venuti a sapere, questi ultimi non ne furono informati; tuttavia sin dal 1981, l’URSS aveva iniziato un’operazione di spionaggio denominata RYAN (acronimo in cirillico di attacco missilistico nucleare) il cui scopo era fondamentalmente la sorveglianza di tutti coloro i quali sarebbero stati coinvolti nel caso in cui la NATO avesse deciso di attaccare per prima con armi nucleari (first strike) potendo eventualmente prevenire in tal modo gli esiti disastrosi e, soprattutto, approntando eventualmente un attacco preventivo eliminando quante più possibili della basi nucleari conosciute NATO; proprio in virtù della realisticità di cui si diceva in effetti gli individui sorvegliati con RYAN avevano cambiato la loro routine giornaliera, intensificando a dismisura oltretutto, i contatti tra loro suscitando forti sospetti da parte dell’intelligence russa. Bisogna chiarire come un first strike occidentale fosse in quel periodo ritenuto assolutamente plausibile dall’URSS vista la feroce ostilità più volte esternata dal Presidente Reagan, talvolta anche ricorrendo ad un linguaggio piuttosto “violento”, e la crescita della tensione tra i due poli in seguito all’invasione sovietica dell’Afghanistan nel ’79; in sostanza, dunque, l’esercitazione Able Archer aveva luogo in uno dei momenti di maggiore tensione di tutta la guerra fredda.
Nel momento in cui vi furono strani movimenti di armi, mezzi e uomini in Germania Ovest con un accrescimento generale dello stato di allerta, gli agenti dormienti del KGB (i servizi segreti russi) dislocati sul territorio NATO comunicarono pressoché all’unanimità alla madre patria che fosse loro opinione che gli Occidentali stessero preparando un attacco su larga scala; al che la Russia predispose che l’intero esercito e, specialmente, tutte le basi di lancio nucleari venissero poste al massimo stato d’allerta predisponendosi ad un attacco preventivo.

Adesso viene il bello: vedendo un tale subbuglio nell’area del Patto di Varsavia e dando ancora per scontato che questi non sapessero niente di Able Archer 83 la NATO si convinse che l’URSS si accingesse ad eseguire un First Strike ai danni dell’occidente, iniziando a predisporsi, stavolta davvero, alla guerra nucleare! Se il rischio non fosse stato quello di un’apocalisse nucleare, sarebbe stata un situazione quasi comica.

Tuttavia, evidentemente, nessuno ebbe il coraggio di attaccare davvero essendo ben consci di quali sarebbero state le conseguenze ma ciò avvenne anche grazie all’ottimo lavoro svolto dal governo Tatcher e dall’intelligence britannica che sfruttando alla perfezione un agente doppiogiochista russo,Oleg Gordievsky, ex colonnello del KGB che defezionò in favore del MI6 (tenendone i sovietici all’oscuro, ovviamente) dal quale ottennero le prime fondamentali informazioni sulle reali intenzioni sovietiche (garantì che la loro non fosse un’esercitazione cadendo oltretutto durante un’importante festività) e le loro motivazioni ed attraverso il quale fecero filtrare qualche indizio sul fatto che quella NATO fosse solo un’esercitazione; comunque, una volta conclusasi Able Archer e tornata allo stato di normalità l’allerta occidentale la crisi si potè dire cessata.

In seguito Gordievsky avrebbe incontrato Reagan; fonti ben attendibili interne alla casa bianca dicono che il Presidente fosse sinceramente sconvolto nel venire a sapere quanto vicini alla catastrofe fossero andati (con buona parte delle responsabilità ricadenti sulle sue spalle) e che questo episodio abbia avuto un peso determinante nella politica estera fortemente votata alla distensione ed al dialogo che Reagan intraprese durante il suo secondo mandato (iniziato nel 1985) arrivando addirittura a stringere una sincera amicizia con l’appena eletto leader sovietico Gorbacev.

Questo episodio è utile senz’altro per ricordarci che volenti o nolenti il possesso di armi nucleari è un’ottima garanzia di sicurezza, e paradossalmente di pace, nel senso che difficilmente una potenza nucleare verrà mai attaccata da un’altra essendo universalmente riconosciuta la dottrina MAD (Mutual Assured Destruction) tant’è che, infatti, nonostante i fortissimi timori nessuno effettivamente attaccò; tuttavia un’esasperazione delle convinzioni ideologiche e la percezione dell’ esistenza di differenze incolmabili  congiuntamente ad un contesto particolarmente favorevole al conflitto (ritenuto per larga parte della guerra fredda come inevitabile) potrebbe portare ad un abbandono della razionalità e della logica da parte delle fazioni in causa portando alla distruzione dell’umanità.

Del resto, dal Progetto Manhattan in poi, per la prima volta nella storia della Terra una delle razze che la abita ha la potenzialità di distruggere sè stessa e tutte le altre. Potere che trovo essere riconferma sia delle straordinarie potenzialità dell’uomo che, purtroppo, della sua tendenza a non usarle sempre nel modo migliore.

Andrea Puglisi

 

 

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