Ah, se io avrei…

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Vi capita mai di leggere un post su Facebook, notare un tremendo errore che è stato commesso dall’autore e provare l’irrefrenabile voglia di commentare e bacchettarlo come si deve? Bene, se la vostra risposta è sì, siete ufficialmente dei Grammar Nazi.

Chi sono i Grammar Nazi? Semplice, sono persone che proprio come voi odiano leggere errori grammaticali e puntualmente non riescono a frenarsi di fronte ad un uso scorretto della lingua e ai vari storpiamenti e le violenze che vengono arrecate ad essa. Il loro istinto omicida dilaga e la correzione, con annessa critica saccente, è d’obbligo.

Giustizieri della grammatica italiana e strenui difensori di accenti, congiuntivi e apostrofi, si prestano per il bene comune e per la salvaguardia della nostra lingua, modificando i vari strafalcioni e le decine di errori che quotidianamente leggiamo e che il più delle volte il nostro cervello corregge automaticamente.


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Un buon Grammar Nazi vi consiglierebbe caldamente di smetterla di utilizzare le abbreviazioni “cmq”, “gg”, “nn” e di sostituire il “ch” con la “K”: ormai non esiste più il problema delle dimensioni da rispettare nei messaggi, ne potrete mandare quanti volete e della lunghezza che meglio preferite quindi se non potete spendere quel secondo in più per scrivere le parole per intero, lasciate completamente stare e non scrivete nulla.

“Imparare” ed “insegnare” non sono sinonimi, il congiuntivo non è una specie in via d’estinzione da usare il meno possibile in modo da prolungarne l’esistenza ma si può scomodare tutte le volte che volete, tranquilli.

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“A me piace” o “Mi piace”, ripetita in questo caso non iuvant! Ogni volta che dalla vostra bocca escono le parole “A me mi” muore un membro della Crusca e un Grammar Nazi passa insonne un’intera notte.

Le virgole cercate di usarle perché, nonostante il vostro intento sia quello di dare perfetta espressione al flusso di coscienza che invade le vostre menti e come un fiume in piena non si arresta nemmeno un secondo, chi legge non capisce veramente niente.

E poi, va bene che abbiamo finalmente e pure da tempo ottenuto la parità dei sessi, ma dopo l’articolo indeterminativo l’apostrofo si usa solamente per i sostantivi femminili e non maschili, quelli stanno benissimo anche senza e “gli” e “le” non sono intercambiabili, insomma, non indicano proprio la stessa cosa.

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Non andate ad accrescere l’inquietudine esistenziale di questi poveri difensori della Dea grammatica che, fidatevi, non scelgono volontariamente di rovinare tutte le vostre frasi filosofiche sui social network per il puro gusto di farlo e basta ma perché hanno una specie di missione ecumenica da portare avanti e ad essa non possono assolutamente sottrarsi.

Ho capito che con l’utilizzo del touch è ancora più facile sbagliare ma, prestando un minimo di attenzione, eviterete una figuraccia e lo sforzo di dover correggere il post o addirittura cancellarlo.

Ah, dimenticavo, ultimo consiglio: rileggete più volte le scritte che lasciate sui muri alle vostre amate o amati perché non si cancellano!

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Adriana Grillo

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