Calciomercato: Cosa hanno fatto le italiane?

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Dopo tre mesi estenuanti, pieni di colpi di scena, carichi di ansia e di tensione, è finalmente finito il calciomercato. Sono state spese cifre veramente eclatanti. Si pensi ai 105 milioni pagati dal Manchester United al fine di acquistare Paul Pogba. O ai 90 sborsati dalla Juve per accaparrarsi il Pipita Higuain. Una riflessione però va fatta. Il calcio ormai è malato, gonfiato dai media e dal potere sempre più crescente dei procuratori, a cui importa solamente guadagnare i soldi della commissione dovuta a un trasferimento (vedasi Mino Raiola) e non fare il bene del proprio assistito. Non si possono dare 20 milioni all’anno di stipendio a un giocatore che come mestiere insegue un pallone, quando in tutto il mondo c’è gente che muore di fame o che fa fatica a sfamare i propri figli. Ma purtroppo il calcio è semplicemente un business, un mondo dove girano miliardi di euro e dove chi comandava si faceva pagare delle parcelle per assegnare i Mondiali in Qatar o si faceva pagare sottobanco con soldi sporchi. Ci vorrebbe una riforma, stile ciclismo ad esempio , dove i ciclisti firmano dei contratti (triennali, biennali o annuali) e alla fine di questi possono decidere di continuare con la stessa squadra oppure cambiare e andare a provare nuove sfide, ma probabilmente nel calcio non si arriverà mai a questa soluzione, poiché più soldi hai, più hai possibilità di allestire una squadra forte. Infatti, ormai, non vi sono più le “ bandiere”, ovvero quei giocatori che sputavano sangue per la propria maglia ed erano fedeli a vita ad una sola squadra ( Buffon, Maldini, Totti, Del Piero, Zanetti). Ormai basta che arrivi l’emiro di turno con una borsa piena di carta verde e tutti vanno via, per firmare con la squadra che tifavano fin da bambini o per tornare a “casa”.

Dopo questa premessa un po’ lunga, ma doverosa, vediamo come si sono comportate alcune squadre italiane. Il nostro calcio sembra un pizzico in ripresa, vista la mole di soldi spesi che ammonta a più di 600 milioni di euro. Siamo secondi soli all’Inghilterra che dovrebbe aver “bruciato” quasi un miliardo di euro. Con l’avvento di nuovi investitori, che hanno acquistato il Milan e l’Internazionale di Milano (famoso il “Fozza Inda”), la forbice dovrebbe ridursi ancora di più e magari la competitività sia in Europa che in Italia potrebbe aumentare.

Iniziamo:

  • Fiorentina : Mercato molto strano quella della società gigliata. Non vi era sintonia tra il direttore Corvino e l’allenatore Paulo Sousa e si è visto. E’ stato ceduto uno dei giocatori migliori, ovvero Marcos Alonso per 26 milioni al Chelsea. Sacrificio necessario al fine di rimpinguare le casse della società e garantire un futuro stabile alla squadra. Il grande confermato è stato Nicola Kalinic, che è stato vicino al Napoli, ma la trattativa è stata lontana dal concretizzarsi. Si è pensato al clamoroso ritorno di Stevan Jovetic, ma per questioni di stipendio troppo alto del ragazzo la trattativa si è arenata. Preso il centrocampista Sanchez, ottimo giocatore colombiano e qualche giovane di prospettiva come Hagi o Maxi Oliveira, ma il giudizio è negativo e la possibilità di un ridimensionamento è alta.
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La perplessità di Paulo Sousa
  • Internazionale di Milano : Cambiare allenatore due settimane prima dell’inizio di un campionato può essere controproducente. Silurato Mancini, è arrivato Frank de Boer. I risultati non sono dalla parte del nuovo mister, ma ancora siamo solo all’inizio e ci sarà tanto tempo per recuperare e recitare un ruolo da protagonista in questo campionato. Gli acquisti ci sono stati e sono stati anche ben pagati: Gabigol ( 27 milioni) ,  Joao Mario ( 45 milioni ),  Candreva ( 22 milioni )  e Ansaldi ( 6 milioni) . La nuova proprietà cinese ( il gruppo Suning) ha deciso di rompere gli indugi al fine di costruire una corazzata. In questa ottica, fondamentale è stata la conferma ( con rinnovo) di Mauro Icardi, dopo qualche scaramuccia che Wanda Nara ha portato avanti, fingendo di flirtare col Napoli, solo per ottenere qualche soldino in più. I soldi sono stati spesi e anche in grande quantità. Giudizio positivo, anche se fallire l’accesso alla Champions potrebbe essere devastante per le casse. Vedremo a fine stagione, basta dare tempo al mister di amalgamare i nuovi con i vecchi e di far capire il suo concetto di calcio e i tifosi interisti si divertiranno sicuramente.

 

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Il grande acquisto dell’Inter
  • Juventus : Ha venduto Pogba per 105 milioni e ha rifatto una squadra. Ha preso Pjanic ( 30 milioni), Higuain ( 90 milioni), Pjaca ( 22 milioni ), Benatia ( prestito ), Cuadrado ( prestito triennale con obbligo a 25 ) Dani Alves ( svincolato dal Barcellona ). Volevano la “ciliegina” Witsel o Matuidi, ma non è arrivata, ma la torta basta e probabilmente avanza. Marotta e Paratici hanno lavorato bene anche sulle cessioni : Zaza, Pereyra, Padoin ( il talismano ), Isla. Giocatori ritenuti non più utili alla causa e che faranno fortuna altrove. L’obiettivo dichiarato è il sesto scudetto, anche sé la coppa dalle grandi orecchie stuzzica e non poco. La squadra è stata costruita molto bene, ora sta al mister Massimiliano “acciughina” Allegri portarla alla vittoria. Interessante anche l’acquisto sul gong finale della Juve ovvero il Profeta Hernanes. Che sia lui la tanto desiderata ciliegina?
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Gli acquisto della Juve

 

  • Milan : Boh                                                                                                                                                           E’ il riassunto del mercato milanista. Il nulla totale. Prendi Sosa per 7,5 milioni ma che te ne fai? Strappi Mati Fernandez al Cagliari in maniera strana, rischiando di rovinare i rapporti tra le due società. Anche qui sono arrivati i cinesi a rilevare la proprietà, ma forse per citare un personaggio in orbita Milan “ hanno sbagliato a mandare il bonifico “ . Almeno hanno mantenuto lo zoccolo duro di giocatori italiani, che rappresentano il futuro. E sono riusciti a confermare Bacca, dopo aver provato a cederlo al West Ham. Ora sta a Montella creare un qualcosa con la materia prima che ha, cercando di “campare” fino a gennaio, dove si dovrebbe veramente iniziare a fare mercato. Si sono sempre dati meriti al Condor, ma siamo così sicuri che il mercato milanista lo gestiva lui e non un certo Braida? Speriamo che possa ritornare la squadra di qualche anno fa, perché il calcio italiano ha bisogno di loro.
Galliani
E ora come faccio senza parametri zero?
  • Napoli : Venduto il loro grande bomber ( il Pipita ) hanno rifatto una squadra. Milik, Rog, Zielinski, Diawara, Maksimovic, Tonelli, Giaccherini. Tutta gente giovane e affamata. Si sono garantiti un grande futuro e in panchina hanno un mister bravo in campo, ma che in conferenza stampa fa più brutte figure di Edin Dzeko davanti la porta. Sono i favoriti per la conquista del secondo posto e hanno grandi possibilità di lottare per il campionato a patto che a Gabbiadini passi la depressione. Un piccolo appunto lo merita De Laurentis. Ha costruito tutto dal nulla e ha fatto tornare il Napoli nella parte alta della classifica della massima serie. Ma certe sceneggiate potrebbe evitarle. Sapeva benissimo che Higuain sarebbe andato via almeno dalla fine dello scorso campionato e ha cercato di scaricare la colpa sul ragazzo. Ma caro Aurelio, ormai sanno tutti come sei fatto e come ragioni. Avevi fatto lo stesso con Cavani e Lavezzi. Possibile che la colpa sia sempre degli altri e mai tua? E’ forse possibile che se il Napoli non riesce a vincere qualcosa di molto importante ( almeno fino ad ora ) la colpa sia tua? Un qualcosa su cui riflettere.

    milik.napoli
    Il sostituto del Pipita

 

  • Roma : Ceduto Pjanic alla Juve ed eliminati nel preliminare di Champions. Il clima a Roma sembra sia molto “ hot “ . Adesso bisogna puntare forte sull’Europa League e sul campionato. La squadra c’è. E’ stato preso Vermaelen per rinforzare la difesa, Strootman è tornato sui suoi livelli, Bruno Peres garantisce un’ottima spinta e copertura sulla fascia destra e Paredes è un gran giovane promettente. E poi c’è Totti. Meriterebbe di alzare un trofeo nel suo ultimo anno da calciatore, sia per la carriera che ha fatto, sia per le grandi squadre che ha rifiutato anni fa. Ha amato Roma e c’è rimasto veramente fino alla fine. La convivenza con Spalletti non è delle migliori, ma meglio il capitano da titolare rispetto al paracarro bosniaco. E soprattutto qualcuno calmi Daniele De Rossi. Certo non è facile crescere e infine ritirarsi con l’etichetta di Capitan Futuro, ma scene come quelle col Porto devono essere assolutamente evitate, anche per il danno che creano alla società.

    Sabatini
    Il boss del mercato romanista

Racchiudere tre mesi intesi in così pochissime righe non è facile e capisco anche che non è il massimo, poiché si potrebbe e si dovrebbe parlare anche delle squadre meno “ considerate”. In conclusione, sarà una frase scontata e ripetitiva, ma buon campionato a tutti.

 

Giovanni Sorbello

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