Crimson Peak, un horror che non è horror

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E torniamo qui a parlare male di robe. Perché si, se ogni sabato non mi metto qui a parlare male di un film da poco uscito in sala non sono contento. Prima Fantastici 4, poi The Martian, ed ora è il turno di Crimson Peak.

Cosa? Avete detto Shining?
Cosa? Avete detto Shining?

“Ma non ti piace mai nulla!” urlerà a squarciagola qualcuno di voi, ed io risponderò “Sticazzi”. No, in realtà è vero che sono un tipo dai gusti alquanto difficili, ma per quanto riguarda The Martian, per esempio, avevo ammesso che quel film non mi avesse convinto per un qualcosa che non rientrava nei miei gusti personali. Quel film era perfetto dal punto di vista tecnico, meno da quello umano. Scelta condivisibile ma personalmente non l’ho gradita. Rimane comunque un ottimo film di fantascienza.

Dopo essermi quindi parato il mio prestigioso deretano, cosa possiamo dire su questo discusso Crimson Peak? Per iniziare porrei al regista Del Toro una domanda molto pacata e gentile, ovvero: “Quale fottu** genere del cazz* è questo cazz* di film della minch**?!” Si perché la prima domanda che io e la mia morosa ci siamo posti dopo che i titoli di coda hanno invaso lo schermo è proprio questa, perché questo film non ha un vero e proprio genere. Horror? Non direi, ma ne parliamo dopo. Thriller? Fin dall’inizio si capisce più o meno tutto, quindi no. Un Gotico/Romantico? Vada per il gotico, l’aspetto più riuscito del film, ma romantico? Si, era proprio quello che volevo vedere da un film di Del Toro, un film d’ammmmore fatto di tradimenti, patrimoni familiari e morti ammazzati. Cazzo, ho appena descritto Beautiful in tre parole.

"Ho dimenticato di mettere l'assorbente, porca troia!"
“Ho dimenticato di mettere l’assorbente, porca troia!”

Ora torniamo al discorso “Horror”. Perché questo film non è un Horror? Punto primo: Non fa paura. E se andiamo a cercare la definizione di Horror cosa troviamo? “Qualcosa che fa suscitare spavento o orrore”. Ecco, prendete questa frase, scrivetela su di un foglio, accartocciatelo, prendete un accendino, dategli fuoco ed osservate tale scena. Bene, quel foglio in fiamme fa più paura di questo film. Inutile la colonna sonora, bella per carità, che pompa al massimo le note nei momenti di tensione. Non attacca, mi dispiace.

Punto due: l'(in)utilità dei fantasmi nel film. Ok, è una storia che parla di fantasmi, giusto? Quindi entrato in sala volevo vedere un film con i fantasmi, perché era questo che i trailer mi avevano venduto, una storia con gli spiriti malvagi. Eh, proprio. I fantasmi nel film si vedono 5/6 volte per un totale di 10 minuti complessivi, e per un film di due ore piene non è il massimo. Ma ok, saranno pochi minuti ma comunque buoni no? Parliamo comunque di Del Toro! Eh, proprio. I fantasmi in questo film sembrano essere stati aggiunti all’ultimo minuto. La mia impressione è stata che il regista avesse in mente una sorta di film gotico ambientato nel ventesimo secolo e che trattasse, come detto precedentemente, di una tormentata storia d’amore a base di tradimenti, colpi di scena (telefonatissimi) e un po’ di sangue. Poi, sempre secondo me, Del Toro si è reso conto che un film così non se lo sarebbe filato nessuno e allora la geniale idea: “Ficchiamoci i Fantasmi che sono belli!!1”. Perché veramente, a livello narrativo i fantasmi non hanno NESSUNA utilità, e se le loro scene fossero state tolte dal montaggio finale del film quest’ultimo avrebbe comunque funzionato (forse persino meglio).

Punto tre: la violenza. C’è, ed alcune scene sono anche alquanto forti, ma come per i fantasmi, parliamo di tre scene violente in croce.  E pagare 7 euro per 5 minuti di sangue per un film che, ripeto, è stato venduto agli spettatori come Horror non mi va giù per nulla.

"Ho la stessa espressione per tutto il film ma sticazzi, sono un figo assurdo comunque!"
“Ho la stessa espressione per tutto il film ma sticazzi, sono un figo assurdo comunque!”

La cosa peggiore di questo film è che mantiene solamente le caratteristiche peggiori di un Horror, come per esempio il classico “Oh guarda c’è un fantasma! Vabbè rimaniamo ancora in questa casa infestata invece di fuggire, perché si” o scene al limite del ridicolo in cui la protagonista, sola per i corridoi, sottolinea parlando tra se e se ogni sua azione “Oh mio Dio dove mi trovo?” “Oh guarda, un vibratore! Mi tornerà utile!”. Scusate la frase politicamente scorretta, ma la protagonista è proprio ritardata, forse uno dei personaggi peggiori che si sia mai visto su grande schermo.

Ricapitolando, quindi, è un film che vale la pena vedere? Se per i Fantastici 4 era un NO secco mentre per The Martian esortavo alla visione del film, in questo caso sono titubante. Come Horror non regge mezzo secondo, la storia è LA banalità, e per alcuni tratti mi sono proprio annoiato. Ma dal punto di vista stilistico il film se la cava alla grande, sia per gli ottimi effetti speciali, sia per la scenografia e i costumi davvero ben realizzati.

Ma, per me, questi aspetti positivi sono davvero pochi per consigliare la visione, che però non sconsiglio del tutto. Ma sinceramente, mi aspettavo molto di più dal regista de Il Labirinto del Fauno e La Spina del Diavolo, entrambi film basati su di una storia bella ed originale, che mixavano perfettamente l’aspetto umano con quello orrifico. Cosa che in Crimson Peak, purtroppo, non avviene.

Paolo Saccuzzo

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