Droghe da abuso e loro effetti

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Una caratteristica che ha sempre contraddistinto la natura umana è senza dubbio la curiosità, e una forma di curiosità molto intrigante riguarda sicuramente il provare nuove esperienze su noi stessi. Cosa può esserci allora di più affascinante dello sperimentare su di noi quelle sostanze che alterano le nostre percezioni sensoriali, potenziano la nostra personalità e/o abbattono i nostri freni inibitori? E’ questo il caso delle droghe da abuso (e dei farmaci psicoattivi). Ma cosa si intende per droghe d’abuso? Queste sono sostanze, di origine naturale o sintetica, considerate in primo luogo come soggette a uso compulsivo, ad abuso e a dipendenza a causa dei loro effetti sul Sistema Nervoso Centrale (SNC). In sostanza, le droghe psicoattive sono composti chimici che alterano (imitano, potenziano, alterano o inibiscono) i normali processi associati alla funzione neuronale o alla comunicazione tra neuroni. Alcune non hanno alcun utilizzo medico riconosciuto (per es. LSD), mentre altre hanno un ben determinato uso terapeutico (per es. le amfetamine per il trattamento del disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Tra le innumerevoli sostanze stupefacenti esistenti, naturali o sintetiche, ve ne sono alcune che spiccano per importanza a causa della loro popolarità o della loro potenza d’azione, a cominciare dalle tre maggiormente utilizzate nella nostra società: caffeina, nicotina e alcol etilico.Caffeina

La caffeina è la sostanza psicoattiva di maggior consumo mondiale, la si ritrova in caffè, tè, cioccolato, bevande energizzanti, ecc… E’ uno psicostimolante molto efficace, viene assunta per ottenere uno stato di appagamento, maggiore vigilanza e capacità di fare; gli effetti indotti da basse dosi comprendono un flusso di pensieri più veloce e chiaro, mantenimento di uno stato di veglia, riduzione della sensazione di fatica e attenuazione della necessità di dormire. Un forte consumo di caffeina (oltre 1 g al giorno) aggrava gli effetti indesiderati di questa sostanza: agitazione, tremori, ansia, respiro affannoso e insonnia.

La nicotina è il solo composto farmacologicamente attivo del tabacco, oltre al catrame cancerogeno. La nicotina migliora le prestazioni in vari ambiti cognitivi, come la vigilanza e la rapida elaborazione delle informazioni, genera un’azione ansiolitica e un incremento delle funzioni mnemoniche a breve termine. Essa è responsabile solo dell’effetto farmacologico acuto del fumo e della dipendenza da sigaretta, gli effetti avversi a lungo termine, cardiovascolari, polmonari e tumorali sono relativi ad altri composti contenuti nelle sigarette. Il fumo di sigaretta è attualmente la più importante causa di mortalità prematura in tutto il mondo, si stima che la vita di una persona si accorci di 14 minuti per ogni sigaretta fumata; una persona che fuma 2 pacchetti di sigarette al giorno per vent’anni rinuncia in media a 13 o 14 anni della sua vita.Alcool

Lalcol etilico (etanolo), seconda sostanza psicoattiva più diffusa al mondo dopo la caffeina, è simile a tutti gli effetti ai composti terapeutici sedativo-ipnotici, a differenza del fatto che l’etanolo viene usato principalmente a scopo voluttuario. L’alcol etilico non è però semplicemente una bevanda voluttuaria, è una droga che, come tutti gli altri agenti psicoattivi, ha effetto sul cervello e sul comportamento. Con valori di Concentrazione Alcolica nel Sangue(CAS) da circa 0,05% a 0,09% (da 0,5L a 1L di birra a 5% in un individuo maschile di circa 70Kg) alcuni sintomi clinici sono una migliore capacità di socializzazione, la loquacità, la diminuzione delle inibizioni, dell’attenzione, del giudizio e del controllo; all’incrementare della CAS, chi beve diventa sempre più incapace di agire e la memoria, la concentrazione e la comprensione vengono progressivamente offuscate e poi perdute. E’ molto interessante notare che (negli USA) l’etanolo è implicato in più della metà di tutti gli omicidi e aggressioni; circa il 40% dei criminali violenti in prigione erano ubriachi al momento del crimine per il quale sono stati incarcerati.

Uma TurmanVi sono poi altre droghe psicoattive dagli effetti molto più potenti; queste sono illegali perché considerate più pericolose. Delle tipiche droghe di questo tipo sono cocaina e amfetamine , sostanze che alterano notevolmente la funzione mentale e il comportamento. A basse dosi evocano vigilanza, eccitazione e attivazione del comportamento, risposte non dissimili dalla reazione a situazioni di emergenza o di stress; nel SNC producono effetti positivi desiderabili in quanto migliorano l’umore, inducono euforia, migliorano le prestazione lavorativa e alleviano la sensazione di noia. Purtroppo si diventa presto tolleranti e dipendenti e si necessita quindi di dosi sempre più elevate, con effetti collaterali non trascurabili: ansia, insonnia e irritabilità, andando incontro a un quadro comportamentale psicotico e a danni della barriera ematoencefalica.

La sostanza probabilmente più discussa e controversa, in particolare in questo periodo, è la cannabis sativa (la marijuana, per intenderci), il cui principio attivo, responsabile degli effetti collaterali, voluttuari e terapeutici, è il THC (tetraidrocannabinolo). Il THC, come l’alcol, può causare compromissione delle funzioni cognitive e della memoria a breve termine, alterazione della percezione e del controllo motorio. Dosi molto alte di THC, diversamente dall’alcol, non deprimono il sistema respiratorio e non sono letali. Il THC e gli oppiacei hanno in comune azioni come analgesia e sedazione. Il fumo di marijuana contiene più catrame e molti dei composti cancerogeni identificati nel fumo di tabacco; una singola sigaretta di marijuana può essere più dannosa di una sigaretta di tabacco. Nonostante ciò, molti degli effetti terapeutici di questa pianta sono indiscutibili.

LSDInfine, una classe di droghe molto interessante è senza dubbio quello delle sostanze psichedeliche. Una droga psichedelica può essere definita come qualsiasi sostanza che causi un’alterazione della percezione, della cognizione e dell’umore come azione principale; viene anche usato il termine allucinogeno in quanto queste sostanze, in dosi sufficientemente elevate, possono indurre allucinazioni. La dietilamide dell’acido lisergico (LSD) è sicuramente la sostanza più potente di questa classe, soprattutto vista l’esiguità della dose efficace (0,05 mg). Il composto è riconosciuto come non letale, escludendo però morti accidentali o suicidi che avvengono sotto il suo effetto. Gli effetti psicologici indotti dal LSD sono intensi: alterazioni della percezione, del pensiero, delle emozioni e stimoli sensoriali più acuti; le alterazioni visive sono il fenomeno più caratteristico, contraddistinte da luci colorate e percezione distorta (i colori possono essere “sentiti” e i suoni possono essere “visti”). Le principali reazioni avverse sono costituite da stati psicotici e alterazioni della personalità. Molte delle altre sostanze psichedeliche sono presenti in natura, hanno effetti simili (ma meno intensi)del LSD e sono state spesso usate da civiltà e popoli antichi in culti religiosi, le più note sono:scopolamina,mescalina,miristina e elemicina(presenti nella noce moscata),psilocina(nei cosiddetti funghi allucinogeni)e salvinorinaA.  Questa sintetica rassegna su alcune delle principali classi di sostanze stupefacenti potrebbe tranquillamente protrarsi per pagine e pagine, lo scopo di questo articolo era però soltanto quello di informare il lettore su sostanze il cui nome è noto a tutti ma i cui effetti (e le conseguenze dovute all’abuso) lo sono meno.

Filippo Costa

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