Il mio credo è anche Erasmus+

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Oggi per me è un giorno di riflessione. Il mio Erasmus iniziato il 1 febbraio ha compiuto 4 mesi. In questi quattro mesi è accaduto tutto e nulla. Sono cambiato? no,sono più semplicemente diventato me stesso medesimo.

Ho raggiunto una consapevolezza nuova. Oggi mi ritrovo a ricominciare a scrivere in un blog vecchio-nuovo(l’Epoca 2.0?) e non cancellare ciò che sto pensando,al massimo rielaborarlo,un po’ come mi sono rielaborato io.

In occasione dei 30 anni della nascita del progetto erasmus e dei miei 4 mesi ho voluto riflettere sull’ Erasmus e sul mio significato di Erasmus.

Il programma Erasmus, acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, è un programma di mobilità studentesca dell’Unione europea, creato nel 1987.

Studiare all’estero mi ha cambiato la vita Vi invito a leggere la genesi dell’Erasmus,progetto e storia in cui io credo e tengo moltissimo. Espressione sempre verde di un’Italia quasi mai verde e quasi mai aperta o al passo coi tempi.

Nata da un’idea di un’Italiana”Mamma Erasmus” è Sofia Corradi, 82 anni, Romana che vinse una borsa Fullbright per la Columbia University e venne accusata di voler avere una laurea con una vacanza negli USA.

Lei vinse la sua battaglia con un’idea(scambi bilaterali ed equivalenza dei corsi)che ha cambiato il mondo e ha salvato l’idea di Europa e non solo(magari c’è ancora tempo per vederne i frutti), tutto ciò dopo aver svolto attività di ricerca sul diritto allo studio presso l’Onu e consulente della Conferenza dei Rettori Italiani;Siamo nel 1969.

Esso dà la possibilità a uno studente universitario europeo di effettuare in una università straniera un periodo di studio legalmente riconosciuto dalla propria università. Il nome del programma deriva dall’umanista e teologo olandese Erasmo da Rotterdam (XV secolo), che viaggiò diversi anni in tutta Europa per comprenderne le differenti culture.

Tanto per dare un’idea snocciolo un paio di dati interessanti e molto pratici con un’infografica,basata su studi dell’unione Europea.

Dal 2014, il programma ha assunto il nome di Erasmus+ per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport.

Ed è proprio dal 2014 che io sono a conoscenza del progetto Erasmus+.

Il mio percorso universitario è iniziato, si è evoluto finché sono arrivato al giorno della presentazione del bando,sotto l’auspicio che un giorno avrei potuto prendere in mano quella cazzo di valigia(metaforicamente parlando) e andare li’ dove avrei potuto nuovamente cambiare.

Ed è proprio il cambiamento quel fenomeno che ci spinge fuori dalla nostra zona comfort(quando sentii questa frase la prima volta tuonò forte nella mia pelle).

Il 2016 mi ha dato un senso di attesa come mai prima d’allora,con l’ansia sempre accanto a me e l’idea che avevo proprio bisogno di qualcosa di nuovo e avvincente nella mia vita.

Il destino o la fortuna hanno voluto per me giocare uno scherzo burocratico che mi ha spinto a posticipare il mio Erasmus+ di un semestre, e qui già si inizia ad avere ansia maggiore,ulteriore noia e anche un pizzico di incazzatura (di cui oggi rido per tutte le fortune che ho avuto grazie a questo posticipo).

La settimana della valigia e dei saluti,per un Italiano E Siciliano sono parte fondamentale di ogni partenza degna di nota. Un bacio e un abbracio a tutti coloro che mi hanno visto,salutato o solo pensato e alla mia Famiglia.

Bam, il momento è giunto che squillino le trombe, che vibrino i tamburi e si alzi il sipario….che lo spettacolo abbia inizio.

 GIORNO 1(29 gennaio 2017)

Arrivo a Varna,dopo una notte a Milano (grazie Maky),una mattina a Sofia e una serie di incazzature per le regole sui bagagli,che manco una dieta seria sul bagaglio ti può salvare.

L’aereporto è in una lingua a me sconosciuta;in realtà nemmeno tanto dal momento che passata la prima settimana per stabilizzarmi mi sono reso conto che grazie allo studio delle lettere di greco antico e un’abbodante quantità di buona volontà avevo le fottute basi per comprendere il bulgaro nonchè il russo(e poi dicono che sono lingue morte). Fortunatamente l’università ospite ha provveduto(previo pagamento) al mio accompagnamento nel dormitorio.

Minchia che freddo! Ma chi l’ha mai vista tutta sta neve/ghiaccio. Le strada sono prive di illuminazione e sono pure dissestate!!! ahimè si in buona parte della Bulgaria la condizione di luci e strade non è della migliore, ma ci sono altre infrastrutture, come la connessione, che sono in altissima qualità grazie anche ai finanziamenti europei.

Giunto dentro,si firmano carte su carte di norme,regole e usi che mai vengono fino in fondo letti,applicati e rispettati(in parte,alla buona)….la mia stanza. Ecco dovete immaginare che anche il palazzo dove vivo è stato in buona parte finanziato dall’Unione Europea,pago un giusto prezzo e ho avuto modo di avere vari coinquilini di tutto il globo(uno studente a tempo pieno greco-mongolo, due Erasmus un Argentino e un Montenegrino).Si tocca il letto e magia il sonno è giunto immediatamente.

GIORNO 2/3

Il sottoscritto scopre il mondo circostante,il palazzo si affaccia solo sulla città, ahimè niente vista nè del mar Mediterraneo né dell’Etna che mi abbraccia. Ma c’è una soffice brezza e un greve senso di freddo pungente, talmente tanto da gelare in poco le mani e i piedi.

Va bene cosi’ posso farcela(non è vero), adesso è giunto il momento di incontrare “gli altri”. Quegli altri medesimi che sono poi diventati miei grandissimi,fidati e a me cari amici;65 studenti Erasmus dai seguenti paesi:

Russia,Argentina,Montenegro,Serbia,Tajikistan,Armenia,Altair(Russia),UK,Giordania,Georgia,Francia,Albania,Vietnam,Kazakistan,Messico,Spagna,Finlandia,Afghanistan,Egitto,Moldova,Portogallo,Nigeria,Ucraina,Seychelles,Iraq,Marocco,Pakistan.

Giro di perlustrazione dell’Università e  della città,fine del primo giro di giostra.

Mi trovo a Dobrich,Varna,Bulgaria.Città con poco più di 110000 abitanti,una città in cui puoi trovare abbastanza di tutto ciò che serve, ha uno dei migliori parchi della nazione e un clima che definire variabile per me è poco.

All’interno del parco si trova un fiume artificiale,una pista ciclabile(che si estende per buona parte della città),vari parchi giochi per bambini e attrezzi(in buon stato) per allenarsi all’aperto.

Insomma l’Erasmus è tante cose,per questa prima parte della mia esperienza la parola chiave è stata probabilmente cambiamento,quel medesimo cambiamento che ti fa paura ma che allo stesso tempo ti tiene in piedi e ti porta avanti.

 

 

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