Il Piccolo Principe

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“Tutti i grandi sono stati bambini una volta.

(Ma pochi di essi se ne ricordano)”

Crescendo gli adulti tendono a dimenticare di essere stati anch’essi dei bambini, aggrappandosi alla corteccia delle cose senza conoscerne a pieno lo spirito perdono la visione essenziale di ciò che li circonda . Le apparenze, gli stereotipi, il voler possedere e comandare prevaricano su ogni altro sentimento. Per gli adulti è più importante sapere quanto guadagna una persona piuttosto che guardarla negli occhi. La loro vita viene avvolta da vane preoccupazioni che, viste con gli occhi di un adulto, sembrano montagne invalicabili. Queste tenebre che attanagliano gli uomini non sembrano però offuscare la vista dei bambini che osservano il mondo con gli occhi della meraviglia e dello stupore. Ai bambini non importa tanto come è vestito qualcuno, qual è il prezzo di qualcosa o quante stelle ci sono nell’universo, ma si fermano alla bellezza delle cose, colgono davvero lo spirito dell’esistenza.
Lo scrittore Antoine de Saint-Exupèry, personificandosi nel personaggio di un pilota costretto a compiere un atterraggio di fortuna nel Sahara, ha avuto la fortuna di incontrare il Piccolo Principe, il bambino rinchiuso in se stesso, la parte più vera e sincera di sé, che tutti gli adulti dimenticano. Il Piccolo Principe proviene dall’asteroide B 612 dove si trovano tre vulcani e una rosa.pic

Lascia il suo pianeta e, prima di arrivare sulla Terra, ne scopre altri abitati da diversi personaggi, come l’ubriacone, come un re o come l’uomo d’affari, un signore grande e grosso che è sempre troppo occupato. Passa il tempo a contare le stelle, a scriverne il numero su di un foglio per poterlo poi depositare in banca, pensa che egli possieda le stelle, ” quelle piccole cose che fanno fantasticare i poltroni”. E’ talmente occupato nel contarle che non ha nemmeno il tempo di accendersi una sigaretta. 30Il Piccolo Principe cerca allora di fargli capire che sta perdendo tempo e che possedere significa essere utile a ciò che si possiede. L’uomo d’affari non lo è per le stelle, ma invece lo è il Piccolo Principe per la sua rosa che innaffia e cura ogni giorno e per i suoi tre vulcani che spazza tutte le settimane.

I vari personaggi che incontra durante il suo viaggio sono delle metafore della natura umana, sono uomini che non lasciano nulla nel Piccolo Principe che continua il suo viaggio arrivando alla conclusione che “i grandi sono proprio straordinari”.
Arrivato sulla terra incontra una volpe che gli chiede di addomesticarla.

“Che cosa vuol dire <addomesticare>?” chiede il Piccolo Principe.
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire <creare dei legami>…”
“Creare dei legami?” Il piccolo principe e la volpe
“Certo”, disse la volpe. “Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò’ per te unica al mondo […] Se tu mi addomestichi, la mia vita sara’ illuminata. Conoscerò’ un rumore di passi che sara’ diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà’ uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù’ in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e’ inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e’ triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro. Allora sara’ meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che e’ dorato, mi farà’ pensare a te. E amerò’ il rumore del vento nel grano…”.

Gli adulti conducono la loro vita concentrandosi su se stessi, sui loro bisogni e problemi dimenticandosi a volte di non vivere su questo pianeta da soli ma circondati da persone. Creare legami significa mettere da parte il corpo per conoscere lo spirito dell’individuo rendendolo “unico al mondo” e percependo la sua singolarità. Oltre la corteccia delle cose che ci circondano c’è di più, c’è lo spirito che può fare a meno del corpo essendo il vero significato della vita, è ciò che ci permette di creare legami, di innamorarci.. “L’essenziale è invisibile agli occhi”, possiamo capire l’unicità delle cose solo usando il cuore, addomesticando. E’ proprio per questo che la rosa, che il Piccolo Principe ha lasciato nel suo pianeta, non può essere paragonata ad un giardino di cinquemila rose, apparentemente più belle, ma in realtà prive di legami col Piccolo Principe, che ha passato la sua vita ad annaffiare e proteggere la sua rosa. E infatti “è il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”. Gli uomini hanno dimenticato questa verità, bisogna essere responsabili verso ciò che si addomestica, bisogna rievocare l’importanza dello spirito che ci permette di amare, bisogna riscoprire il bambino che c’è in noi e farlo uscire fuori per vivere davvero.

Carla Arcidiacono

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