L’Erasmus colpisce ancora

Condividi la notizia con i tuoi amici

Breve Riepilogo:

Mi trovo in Erasmus, per un periodo di studio di 6 mesi e nello stesso anno ricade il 30° esimo anniversario del progetto Erasmus+, nato da un’idea Italiana e oggi uno dei progetti più riusciti dell’Unione Europea.

I numeri parlano chiaro e l’ 83% degli studenti che partecipano a un progetto del genere si sentono più cittadini Europei, il 94% è molto più tollerante e il numero di collegamenti e nuovi nucleari familiari (di paesi “misti” europei) è difficilmente calcolabile.

Perciò mi sono detto: Perché non parlare della mia esperienza in Erasmus e spiegare,prima di tutto a me stesso, questo cambiamento.

Pensieri di Una settimana :

La scorsa puntata eravamo arrivati agli arbori e inizi di uno dei periodi più belli vissuti fin qui nella mia vita.

Qual’è la ricetta di una prima settimana per uno studente/giovane che si muove oltre i confini dell’Italia? E qual’è la differenza per uno studente Erasmus?

Bene vi la dico la mia di ricetta, prima di tutto ambientarsi.

Nel mio caso mi sono spostato,volontariamente, in un paese in cui anche l’aspetto grafico della lingua è diverso…più semplicemente usano le lettere in cirillico ( ciao=здравей). Tutto mi sarei aspettato meno che il greco potesse facilitarmi la vita nella comprensione,lettura e apprendimento;ebbene cosi è stato fin dall’arrivo in aeroporto è stata una manna dal cielo. Per cui studenti del liceo Classico di tutto il mondo adesso avete un buon motivo per iniziare l’apprendimento del Greco classico, la tanto nota propedeuticità per nuove capacità.

L’ indipendenza  è sicuramente la prima cosa che mi viene in mente. Con essa anche che finito l’articolo(dal momento che sono ancora fuori) dovrò andare a cucinare, lavare, stirare, pulire, ecc….non so se sono stato abbastanza chiaro. Nelle piccole cose come nelle grandi ti ritrovi sicuramente in una nuova posizione,dalla scelta di uno shampoo alla lavanda piuttosto che uno all’arancia o della pasta integrale invece che Barilla, scopri nuovi elementi (apparentemente banali) che nella somma creano il tuo carattere. Questo è il punto dell’indipendenza il piacere e l’importanza da dare alle scelte, anche quotidiane.

La scoperta, tappa a me già nota data la mia vita passata da buon scout (eh già). Il piacere di girare (meglio senza perdersi) in una città a te non nota e in cui non conosci,apparentemente magari, nulla. Scoprire per conoscere, per non annoiarsi, per passeggiare, per vacanze….fate voi!

Sapere che spenderai molto tempo in una città che non è la tua è un altro punto focale, scoprire cosi che non bisogna essere troppo focalizzati su di sé (come persona,cittadino,nazione,cultura) e che per esempio la pasta alla carbonara cucinata in Bulgaria non è né più buona né peggiore è semplicemente e deliziosamente diversa.

Per me la cosa più bella è stata proprio questa mentre scoprivo la città scoprivo sempre più cose di me e della mia città (certe volte anche confrontando) ed è perciò che mi rendo conto che ci sono molti motivi per chiamarci Europei e altrettanti per dirci diversi da Paese a Paese.

Una scoperta è spesso causa di cambiamento perché il nuovo incontrerà sempre il vecchio e da quel punto in poi non si torna indietro, non puoi cancellare ciò che di nuovo hai appreso.

Nella mia situazione ne ho anche le prove. Mi sono ritrovato, per motivi di studio, a fare un test già precedentemente fatto riguardo il carattere e la personalità.Il test era su Le 16 personalità che si basano sulla teoria di Jung e su l’Indicatore di Myers-Briggs e nel mio caso era una analisi riguardo il Comportamento Organizzativo,ma questa è un’altra storia.

In sintesi mi sono ritrovato diverso non solo nel modo di pensare ma anche nel mio carattere, in alcuni punti la differenza è drastica.

Il mio punto preferito è il Clima, ahimè, io che mi credevo resistente al freddo e pronto al tanto acclamato cambio climatico sono stato letteralmente catapultato dentro un paese le cui temperature da Novembre ad Aprile possono arrivare tra 0 e 10 °C.

Ma anche qui ho scoperto il piacere della neve,del freddo e di come un paese possa vivere al di là di qualunque condizione atmosferica e climatica. Perché dovete sapere che per un Bulgaro o per un Russo la pioggia come la neve è un momento per essere gioiosi e positivi, un po’ come il sole per un Siciliano. Ho scoperto che i piedi oltre a usarli per camminare li puoi usare anche per pattinare. 

Una delle gioie più belle, ritrovarsi da solo avvolto dal freddo e scuro inverno, con le luci fioche del passato natale e del riflesso sulla neve. Intorno a me distese di bianco e verde scuro, mi trovo immerso nel parco e al centro una lastra bianco pallido per pattinare, prendi i pattini e sfrecci nella gelida brezza. La prima volta il mio lato B lo ricorda con dolore ma dalla seconda in poi la gioia ha preso il suo posto e ho passato cosi’ interi pomeriggi di una prima settimana, che dire, agrodolce.

Piccola parentesi sembrerà strano ma il caldo e il verde hanno preso il posto del bianco candido e del marrone della terra dura e spoglia. Quelle giornate estive di caldo in cui in Sicilia sai perfettamente che andare a mare, dopo una granita, è la cosa migliore da fare. Fortunatamente anche qui è la cosa migliore da fare, insieme agli altri ragazzi Erasmus.

La Bulgaria è tra i primi produttori di Rose e lavanda che vengono utilizzati per ogni genere di prodotto di bellezza, profumo o incenso; dovete sapere che nel passaggio da una città all’altra non è difficile trovare distese di tutti questi bei fiori coloratissimi, distese infinite del colore violetto della lavanda o giallo del girasole. Insomma in questo paese di gioie e colori da vedere c’è ne in quantità, basta solo apprezzarli.

Insomma quello che posso dire della prima settimana è un aneddoto: aver perso la strada e l’orientamento il primo giorno, dopo la presentazione e il giro della città. Perché vuoi iniziare a muovere i tuoi primi passi ma sfido chiunque a perdersi senza perdersi sbagliando solo lato dell’edificio dove vivi. Ritrovarsi a chiamare un taxi che ti porta dall’altro lato della strada girando l’angolo.

Mi resi conto di sentirmi perso senza essere perso né aver perduto nulla, invece tutt’altro che perso, avevo in fin dei conti guadagnato.

R.M

Condividi la notizia con i tuoi amici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *