Referendum – Il sole è sorto… o forse No?

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E’ la prima volta che scrivo un articolo a sfondo politico. Non è il mio campo, ed è molto probabile che io dica fesserie riguardo questo Referendum Costituzionale. Detto questo iniziamo.

Premesse: Sì, molta gente ha votato No perché voleva “mandare a casa Renzi”, e in molti hanno votato No pur non avendo capito nulla di questa Riforma. In molti sono andati a votare, ieri tra le 7 e le 23, non avendo la minima idea di cosa stessero effettivamente votando. “Renzi a casa!”, “Avremo la dittatura se passasse il Sì!” e chi più ne ha più ne metta.

Salvini al risveglio dopo i risultati Referendari.
Salvini al risveglio dopo i risultati Referendari.

Detto questo, molti di quelli che hanno votato Sì, lo hanno fatto perché Renzi gli era simpatico, o perché il Sì era il “minore dei mali” (ragionamento che ha portato Trump a vincere in USA, vi ricordo). Gente che ha votato Sì perché temeva nella caduta del governo, impaurito dalla successiva instabilità. Persone che hanno votato Sì perché “Loro vogliono che votiamo Sì, è inutile votare diversamente”

Nessuno però che si sia fermato un attimo a pensare e a ragione sul fatto che, sia tra i Sì che tra i No, non sono andati a votare solo coloro che della Riforma ci avevano capito poco o nulla, ma anche persone che prima di esprimersi in merito hanno passato mesi ad informarsi per capire quale fosse la scelta migliore per il Paese. Persone intelligenti che magari studiano nella vita questo genere di argomenti. Persone che hanno votato Sì, o che hanno votato No.

Italiano medio: "Non ci ho capito nulla"
Italiano medio: “Non ci ho capito nulla”

Statisticamente parlando, è possibile che del 60% di Italiani che ha votato No, NESSUNO abbia capito nulla? Che siano tutti dei buzzurri, ignoranti ed arretrati?

E statisticamente parlando, è possibile che del 40% di Italiani che ha votato Sì, TUTTI siano degli illuminati progressisti che della vita hanno capito tutto?

Parliamoci chiaramente: questa è stata una della campagna politiche più tristi e raccapriccianti della storia del nostro Paese (e non solo). Roba che “menomale che Silvio c’è” sembra una barzelletta divertente. Da entrambi gli schieramenti non si è più pensato di spiegare agli italiani perché votare Sì o No, ma il tutto si è trasformato in una buffonata politica dove i due schieramenti hanno cercato di fare lo sgambetto all’altro. Da campagna Referendaria, è diventata una campagna Elettorale.

Quindi se gli Italiani sono andati a votare senza aver compreso appieno questa Riforma, la colpa è principalmente di tutte le forze politiche schierate protagoniste di questi intensi mesi.

Vogliamo poi parlare delle “promesse” e “avvertimenti” fatti dai vari schieramenti? “Se passasse il Sì, aiuteremo i malati di cancro e fermeremo il terrorismo”, “Se passasse il No avremo la dittatura”. Dire che questi mesi di dibattiti siano stati tristi e pregni di menefreghismo nei confronti del cittadino, è dire poco. E’ innegabile che sia le forze politiche favorevoli al No sia quelle favorevoli al Sì abbiano giocato sull’ignoranza dell’Italiano medio, con false speranze, catastrofi imminenti e compagnia ballando.

E’ colpa del popolo se è andata a votare non sufficientemente preparata? In parte sì, in parte no.

Prendiamola a ridere, dai.
Prendiamola a ridere, dai.

Parlando di Renzi, è stato uno sciocco a personalizzare la Riforma in questo modo e ora ne paga le conseguenze con le dimissioni. Avrebbe dovuto fare l’esatto opposto, rispondendo agli attacchi personali entrando nel merito della riforma e spiegandone i pregi (che ci sono). Ha sbagliato completamente tattica e ha subito una sonora sconfitta.

Ha peccato di presunzione, ma ne ha accettato le conseguenze e per questo bisogna avere rispetto di lui e del coraggio che ha avuto nel dimettersi.

Fa comunque ridere parlare di vittoria del populismo quando Renzi lo è stato più di tutti, fino alla fine. E’ più esatto dire che la lotta tra Sì e No è stata una lotta tra Populismo e Populismo, e comunque sarebbe andata era ovvio che avrebbe vinto il Populismo.

Personalmente, non mi ritengo un massimo esperto di Costituzione, per cui non mi vanto di essere un passo avanti a chi ha votato Sì, ma posso dire che a 22 anni non credo di essere un retrogrado che preferisce che le cose rimangano sempre così come sono, in eterno.

“Cambiamento” NON È sinonimo di “Miglioramento”. Perché anche i risvoltini sono un cambiamento. Ma di sicuro non sono un miglioramento.

Cosa ci aspetta ora? Ci aspetta un’altra giornata lavorativa, un pomeriggio di studio intensivo, una giornata di pulizie domestiche. Andremo a pagare le bollette, a fare la spesa, a prenderci una birra con gli amici e mandare a quel paese la nostra/il nostro ex. Avesse vinto il Sì, avesse vinto il No. Il sole, alla fine, sorge,sempre, nel bene o nel male. Scopriremo col tempo se è nel “Bene” o nel “Male”.

Paolo Saccuzzo

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