E’ sempre colpa degli Immigrati

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Prima di iniziare codesto articolo, vi lascio alla dichiarazione di Don Cesare Donati, Parroco di Boissano nel Savonese, che ha scritto su Facebook: Adesso è il momento, vista la tragedia del terremoto, di mettere gli sfollati nelle strutture e i migranti sotto le tende… Vedremo”.

Tale frase è stata condivisa dal Politico Matteo Salvini sul proprio profilo Facebook, dimostrando la propria “solidarietà” verso il Parroco.

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Il Genio incompreso

Bene, torniamo un attimo indietro. Cosa è successo nel Centro Italia, in particolare tra  Marche, Lazio ed Umbria? Nella notte del 24 Agosto, più o meno verso le 3:00, una scossa di Magnitudo 6.0 ha provocato ingenti danni, soprattutto ad Amatrice, in provincia di Rieti, con interi palazzi crollati e strade bloccate.

Ad Amatrice si contano, ad oggi Sabato 27 Agosto, 223 morti ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 49 ad Arquata del Tronto, e sono circa 2.500 le persone rimaste senza casa. E per di più la terra continua a tremare tutt’ora.

Con questo quadro al limite dell’apocalittico, dove in molti hanno perso la casa, la famiglia, la gente a cosa pensa? Agli immigrati.

Da quando la terra ha cominciato a tremare, radendo al suolo gran parte delle abitazioni nel Centro Italia, il popolo di Internet ha, purtroppo, voluto dire la sua in merito alla questione: “Perché gli immigrati stanno negli Hotel mentre i terremotati nelle Tendopoli?! VERGOGNA!”. Oppure: “Togliamo i soldi agli Immigrati e diamoli agli ITALIANI che sono state vittime del terremoto!”

C’e davvero gente convinta, nell’era di Internet in cui per informarsi basta un attimo, che i Richiedenti Asilo vivano nel Confort più totale, in lussuosi Hotel a 5 stelle e con un fisso Giornaliero fornito dallo Stato? Chiariamo alcuni punti per i meno informati sulla questione:

  1. I 35 famigerati euro che lo stato passa ai Richiedenti Asilo non sono soldi che finiscono direttamente nelle loro tasche. Sono i soldi (provenienti in gran parte dal Fondo per i rifugiati dell’Unione Europea) i quali vengono destinati al centro di accoglienza per ogni immigrato ospitato (e non sono sempre 35€, di solito la cifra è inferiore). Con quei soldi il centro d’accoglienza si occupa di tutto: cibo, energia elettrica, acqua, medicinali, stipendi degli impiegati, eventuale affitto ecc ecc.
  2. In tasca ad ogni immigrato vanno circa 2.5€ al giorno. Il cosiddetto “pocket money”. Quindi, non sono 35€.
  3. Gli immigrati sono accolti nei centri di accoglienza, non negli hotel. Quelli negli hotel sono una frazione minima del totale e funziona in questo modo: il proprietario di un hotel, che magari si ritrova diverse stanze vuote, CHIEDE allo Stato di mandare alcuni immigrati nella propria struttura, facendosi corrispondere un totale di 35€ (circa) per ciascuno. Non è lo Stato che “li mette negli hotel”, quindi, sono gli hotel che fanno richiesta di ospitarli. E lo richiedono perché gli conviene, visto che poi, come già detto, ai Richiedenti Asilo spettano solo 2,5€
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Un altro Genio

Chiariti questi punti, torniamo all’argomento principale dell’articolo, ovvero la strage di Amatrice e dintorni. Come possono gli Italiani, in un momento drammatico come questo, pensare alla solita leggenda metropolitana che vede gli Immigrati con più diritti rispetto agli Italiani? C’è gente che soffre, proprio mentre scrivo queste parole, e l’unisco pensiero dell’Italiano Medio è: “Gli Hotel agli Italiani!!!”?

Ma poi riflettete tutti un attimo: Siete dei terremotati, il tetto vi è crollato sopra la testa e siete miracolosamente vivi, cosa preferireste? Vivere per un periodo di tempo in una tenda, senza il rischio che un’altra scossa vi faccia crollare tutto addosso, o fare chilometri e chilometri di strada, abbandonando i cadaveri dei vostri cari e i vostri beni ancora intatti, per andare a dormire in un Hotel con il terrore che una scossa possa distruggere anche esso?

Nessuno qui sta dicendo che le Tende siano la soluzione migliore, ma nessuno quando boccia quest’idea prova anche solo ad immedesimarsi un secondo nei panni di un terremotato. Pensateci.

Tornando all’introduzione dell’Articolo, passiamo a Salvini e il Parroco Don Cesare Donati. Dalle parole del secondo e dalla condivisione del primo, possiamo comprendere due cose:

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Quanti geniacci in Italia. Strano nessuno trovi lavoro.

La prima è che Salvini, che lo neghi o meno, è un razzista. E vi ricordo che alcuni dei primi che sono andati a dare una mano dopo il Terremoto sono stati proprio i Richiedenti Asilo.

La seconda è che un Parroco, un uomo di Dio, ha indirettamente detto che i neri meritano meno diritti dei bianchi. E anche qui, razzismo. Razzismo da parte di un Parroco che professa una religione che, teoricamente, dovrebbe mettere sullo stesso piano ogni essere Umano. Ma non dovremmo essere tutti uguali di fronte all’Altissimo? 

Tutti a gridare al miracolo di fronte alla Madonnina di Pescara del Tronto, rimasta intatta durante il terremoto, e nessuno che regali una singola parola d’elogio a questi ragazzi, questi Immigrati, che son corsi in aiuto non di Bianchi, ma di Esseri Umani. Ed è questo che il signor Parroco e mister Salvini dovrebbero fare, aiutare. Perché mentre loro gettano benzina sul fuoco in un momento delicato come questo, quelli che loro ripudiano sono lì a dare una mano.

Come direbbe Mengoni, “Credo negli esseri Umani perché hanno il coraggio di essere Umani” e , per quanto noi umani rimarremo sempre creature dalla morale discutibile, sicuramente preferiamo salvare una vita che una statuina.

Vi lascio alle parole di Francesca Spada, la quale ha perso la propria abitazione durante il terremoto:

“La mia casa di Amatrice è inagibile. Non è la mia prima casa quindi un posto dove andare ce l’ho.
Ma posso assicurare che a NESSUN amatriciano sentirete dire che bisogna cacciare gli immigrati dagli alberghi per metterci i terremotati. Primo perché per chi ha vissuto un dramma così la solidarietà è un sentimento molto forte – specie se sei vivo solo grazie a chi ti ha aiutato. E uno che scappa dalla guerra lo senti un po’ un tuo simile.
Secondo, perché a Amatrice era ospitato un gruppo di richiedenti asilo, a cui tutti si erano affezionati – sì, si possono percepire gli immigrati come parte della comunità. E perché l’altra notte erano anche loro a scavare, e perché anche qualcuno di loro sta sotto le macerie. Quindi grazie lo stesso, e accoglienza per TUTTI quelli che ne hanno bisogno, senza ‘noi’ e ‘loro’.”

Paolo Saccuzzo

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