Sole e acqua, la nuova formula green della Cina

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La svolta green della Repubblica popolare cinese è sempre più sotto i riflettori, specialmente a seguito della dichiarazione del presidente statunitense Trump di recedere dall’accordo di Parigi (per un ripasso: Parigi 2015 salverà il clima? e Conferenza sul clima: un successo diplomatico, un fallimento politico). Negli ultimi anni l’impegno cinese sul fronte della tutela ambientale ha subito subito una notevole impennata (in La Cina e la sfida ambientale) e tra i vari provvedimenti governativi e piani d’azione grande attenzione viene rivolta ad un innovativo sistema di pannelli solari galleggianti. 

E’ di pochi giorni fa un post della pagina Facebook dell’Ambasciata della RPC in cui si annuncia l’operatività della “più grande centrale solare ad acqua”. L’impianto non è il primo al mondo del suo genere, ad nei pressi di Londra è operativo dal 2016 il più grande d’Europa (fino a pochi giorni fa, il più grande del mondo). Tuttavia, a differenza di quanto già realizzato nel resto del mondo, l’impianto cinese ha una capacità ben più alta, pari a 40Megawatt, quasi 7 volte più del collega inglese con i suoi 6MW. In altri termini, l’inglese fornirebbe energia a circa 1.800 abitazioni, il cinese a circa 15.000.

Il grande impianto è situato nella provincia di Anhui, nei pressi di una città mineraria. Il sito scelto, infatti, è un lago formatosi grazie al collasso di una miniera di carbone. Oltre all’aspetto pratico, cioè trovare un nuovo impiego ad uno spazio altrimenti inutilizzato, la scelta si riveste di una forte simbologia, ad indicare la forte intenzione di sostituire il carbone (da cui la Cina ancora dipende per circa il 70% per la produzione energetica) con fonti rinnovabili ed eco-sostenibili. A rendere tanto popolare questo tipo di sistema è, oltre all’avere un consumo di suolo pari a zero, l’abbassamento, dovuto alla localizzazione in un ambiente fresco e umido, del coefficiente di temperatura, di conseguenza della resistenza del materiale, favorendo perciò un maggiore passaggio di elettricità.

Lo shift verso forme di produzione energetica più green ed efficienti ha anche delle ricadute economiche e sociali non indifferenti, portando alla creazione di nuovi posti di lavoro e ad una conseguente crescita del PIL. Inoltre, un maggior quantitativo (destinato a crescere) di acqua è stato reso disponibile per uso civile riducendone l’impiego nei processi di estrazione di carbone. Naturalmente la strada da percorrere è ancora lunga, considerando la grandezza del paese in questione, ma le premesse appaiono incoraggianti.

Giuseppe Arcidiacono

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