The Martian: una parentesi pigra e apatica di Scott

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Quale sarebbe la prima cosa che vi viene in mente se vi dicessi “Ridley Scott”? Per chi di voi ha risposto o pensato Alien e/o Blade Runner bravi, avete vinto un croccantino. Per chi invece ha risposto Prometheus, Exodus, Robin Hood… insomma quasi tutti i film dal 2000 in poi (a parte il Gladiatore che, dai, al mio segnale scatenate l’inferno… erezione!) avete vinto un biglietto di sola andate per l’Inferno del film La Solita Commedia. Fidatevi, è peggio del vero inferno.

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“Te possino Ryan!”

Scott è sicuramente un regista che sa il fatto suo, ma che, come si direbbe dalle mie parti, si “Siddia a campari” (Tradotto: non ha molta voglia di vivere). Basta guardare anche solo 5 minuti di quel capolavoro che Blade Runner è per rendersi conto quale genio sia il buon Scott, il quale cura tutti i suoi film, anche i meno riusciti, con molta attenzione sul piano della fotografia e degli effetti speciali (tranne Exodus, quello fa schifo e basta)

Oltre però a Blade Runner e Alien, il buon Scott si è rilassato più del dovuto, sfornando film non sempre riuscitissimi se non per Thelma e Louise (il quale si distaccava molto dallo stile tipico del regista) e il già citato Il Gladiatore (per chi non lo avesse visto, parla… di un Gladiatore… si)

Gli ultimi anni sono stati i peggiori, soprattutto dallo sfortunato “Il Gladiatore 2: un uomo con l’arco”… ah no scusate, intendevo Robin Hood, fino ad arrivare a quel… coso di Exodus (se non lo avete ancora capito, non mi è piaciuto)

Con The Martian, film ispirato all’opera prima di grande successo di Andy Weir, Scott doveva riscattarsi, dopo anni di insuccessi di critica e (alle volte) di pubblico. Le condizioni c’erano tutte: un cast con nomi di tutto rispetto, la materia fantascientifica tanto cara a Scott ed un Budget mica da ridere. E Scott, alla fine, ci è riuscito a risollevare le proprie sorti da regista? Eeeeeeeeee ni.

"Salve, oggi giriamo le scene ambientate su Marte giusto?" "Amico, questo è il set di Interstellar" "Ah..."
“Salve, oggi giriamo le scene ambientate su Marte giusto?”
“Amico, questo è il set di Interstellar”
“Ah…”

Partiamo dal fatto che a me, The Martian, è piaciuto, perché alla fin fine è un film di pure intrattenimento, goliardico, che non mira a “trollare” lo spettatore con spiegoni pseudo scientifici o intrecci al limite del ridicolo. E’ un film onesto che vuole essere ciò che alla fine è: un discreto film.

Cosa non va, quindi, in questa pellicola? Una cosa in particolare, ma arriviamoci prendendola alla larga. Come dicevo prima, questo film ha un cast di tutto rispetto. Oltre al buon Matt Damon (che dopo Salvate il Soldato Ryan e Interstellar per la terza volta fa spendere all’America milioni di dollari dei contribuenti per essere salvato) abbiamo Jeff Daniels, Michael Pena, Jessica Chastain, Sebastian Stan, Kate Mara, Sean Bean. Insomma, nomi da niente vah. Ecco, a parte Jeff Daniels, bravissimo e ben caratterizzato, gli altri attori potevano essere interpretati da me, mio padre, mia cugina, il mio cane e mia nonna (che è morta, per dire). Perché è inutile far interpretare dei personaggi ad attori di spicco se poi tali personaggi hanno lo spessore psicologico di un foglio per la stampante. I personaggi di Kate Mara e Sebastian Stan si vedranno si e no 5 minuti in tutto il film, e ad un certo punto (SPOILER DELLA VITA!) si scopre che hanno una pseudo storia d’amore. Ma a caso! Poi c’è una scena di tensione (circa) sempre con Sebastian Stan. Ma come faccio ad avere paura per le sorti di un personaggio se quest’ultimo l’ho visto per pochi minuti in un film di due ore piene?

"Ehi sono su Marte! Qui posso farmi tutte le canne che voglio senza casini legali!"
“Ehi sono su Marte! Qui posso farmi tutte le canne che voglio senza casini legali!”

Ora parliamo di Matt Damon e del suo personaggio (ah, non ricordo mezzo nome di alcun personaggio, per farvi capire quanto mi ci sia affezionato). Damon è bravissimo, e purtroppo è un attore troppo sottovalutato, ma il suo personaggio proprio non va. Non sappiamo nulla di lui, se ha una famiglia, se ha degli amici, non sappiamo che gusti ha, in cosa crede, in cosa non crede, se è etero, omosessuale, minidotato, vegano, Hipster… insomma nulla. E’ uno che rimane su Marte e deve sopravvivere, stop.

Ora, spiegatemi voi come potrei provare empatia per un personaggio per cui non ho alcun motivo per affezionarmi. E’ un signor nessuno e si, ok, poverino è rimasto solo su Marte, ma sempre un signor nessuno è.

Quindi, per concludere, quale sarebbe il vero problema di questo film? La mancanza di Cinema vero e proprio. Scott si limita a dirigere, bene, un film che si racconta da solo, senza picchi di alcun tipo. Non si piange, si sorride qualche volta (più del dovuto), non ci si commuove, non si prova alcuna empatia. Insomma, non ci si emoziona MAI.

Prendendo in esempio un film del medesimo genere, Interstellar, per quanto non sia perfetto sul piano della scrittura, ti fa provare qualcosa. Ti fa capire il dolore del protagonista per la lontananza dalla figlia e la rabbia di quest’ultima per essere stata abbandonata dal padre. Persino Gravity, che io non ho gradito, dava delle motivazioni alla protagonista. Qui no, sono tutti dei pupazzi che fanno quello che fanno perché è stato scritto in un copione.

"Dove cazzo ho lasciato le chiavi?
“Dove cazzo ho lasciato le chiavi?”

Quindi The Martian è questo, un film stilisticamente perfetto, con una regia buona ma che non brilla e che si lascia piacevolmente guardare. Ma che dopo averlo visto ed essere usciti dalla sala ti ricorderai sicuramente quanto è bello Marte da vedere, quanto sono ben fatte le scene nello spazio, quanto è figo Jeff Daniels, ma poi nulla. Perché Scott ha fatto un film che rappresenta perfettamente la sua attuale pigrizia nel raccontare una storia. E la storia di questo film non ha nulla da raccontare.

 

Paolo Saccuzzo

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